martedì 16 settembre 1975

18-Incontro di Giovedì 16 settembre 1945

Giovedì, 16 settembre 1945.

Gurdjieff: (Guarda verso Mme. V. seduta al lato opposto e dice a Mme. F.): Ora, dopo le vacanze, tua sorella ti assomiglia di più. Al primo sguardo, ho visto che la sua espressione è cambiata. Ho pensato che eri tu seduta laggiù. (Agli altri): Ero sicuro che fosse Blonde, ma è sua sorella. (A Mme. V.): Di solito ti siedi sempre al lato. Ora sei all'opposto. Sei in buona posizione per beneficiare. Ora, Mr. District Attorney, se nessuno fa una domanda, chiedi a uno il quale domanda una risposta facile da formulare, una risposta buona per ognuno. (Mentre J. sta scrivendo la domanda, Gurdjieff chiede a L. di prendere il posto di B. che è in cucina. B. ritorna, si siede dietro Gurdjieff che chiede a K. di cambiare posto con lui). Tu capisci, io non lo conosco ancora. Se lui pone una domanda e non è di fronte a me, io non vedo la sua faccia e non posso formulare una risposta che sarà soggettivamente buona per lui.

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E' una regola che non è ancora stata formulata. Eccola: la gente nuova si dovrebbe sedere qui. Per esempio, lui non ha ancora bevuto alcun alcolico. L'alcol apre, mostra aspetti molti del tuo interiore; è molto importante per conoscere qualcuno. Non è colpa mia, l'alcol costa troppo, ormai 1.800 franchi la bottiglia. Hai scritto la tua domanda Mr. Specialist?

Ja: Signore, Lei mi ha grandemente illuminato sul modo in cui si dovrebbe compiere il proprio compito. Fino a un certo punto, ci riesco. Ma durante la giornata, le proprie attività qualche volta assorbono molto. Uno non vede la persona che ha scelto per il proprio compito e poi vede che la giornata è stata vuota. Come si può mantenere, in assenza della persona, il fuoco necessario per il proprio compito? Come si può mettere qualcosa al suo posto?

Gurdjieff: In generale, è una cosa molto importante. Tu hai scelto un compito verso qualcuno. Ma non sei sempre con quella persona. Ci deve essere una pausa. E' impossibile lavorare sempre, su un soggetto; non hai abbastanza energia. Per questo motivo, metà del tuo tempo andrebbe al tuo compito e metà alla preparazione al compito. E' una combinazione molto buona. Devi usare il tempo in cui non vedi la persona, a prepararti. Come prepararsi? Puoi fare solo una cosa - puoi consciamente aumentare il desiderio di vedere quella persona.  Puoi aumentarlo dicendo a te stesso: "Io sono". Respiri consciamente. Dici "Io sono". Quando dici "io", respiri nell'aria tutti i suoi elementi attivi consciamente. Quando dici "sono", accumuli dell'energia nella batteria e pensi a come usarla. Rappresentati la persona con cui stai lavorando e pensa che quando la vedrai sarai molto concentrato, avrai molto più contatto con essa. Così, quello che dovresti aver fatto in sette volte, l'avrai fatto in una. E ora, dottore, spiegagli in buon francese cosa ho appena detto.

Ab: Il compito è composto di due parti; nella prima, svolgi il compito verso la persona che hai scelto, e nell'altra ti prepari ad avere una relazione più diretta con lei.

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Gurdjieff: No, dottore. Non spiegare così. Quella non è una parte. Non ci sono parti. La persona è assente. Tutto il suo tempo è libero. Se tu dici "una parte", è come se dicessi, per esempio, una parte tu pensi, una parte tu fai. Non usare questa parola (non dirlo così (?)). Lui come ha posto la domanda? Ha detto che a volte la persona è via e ha chiesto come impiegare il suo tempo. Tutto il suo tempo per quello; non una parte.
(Dialogo in russo)
Mme. de Salzmann: Il signor Gurdjieff dice, why did he hook unto that?
(Silenzio)

Ja: Ho notato - è una constatazione - che, oltre al fatto che sto lavorando meglio, nella realtà ci sono un migliaio di motivi che non ho mai visto e che ora mi appaiono, ragioni per l'interesse a quel ragazzo. Primo, facilita il mio lavoro esteriore e mi dà una migliore relazione con lui.

Gurdjieff: Comunque sia, hai notato qualcosa (di particolare) dall'ultima volta che ti ho assegnato un compito? Questo tempo trascorso è stato produttivo?

Ja: Certamente sì.

Gurdjieff: Ma non teoricamente - seriamente, solidamente.

Ja: Sì.

Gurdjieff: Se ti dico che se lavori sempre così, farai in un anno quello che avresti forse fatto in cinquanta, mi credi?

Ja: Posso sempre dire che l'ho visto come una nuova porta.

Gurdjieff: Fratello, ascolta quel che dice. Se continua a lavorare bene, quello potrebbe anche aiutarlo a continuare bene. Ora, prendilo come un compito, l'aiutarlo; e comprendi bene che lo stai aiutando egoisticamente, che lo stai aiutando per te stesso, cosicché dopo lui può aiutare te. E per quello, perché tu possa ricordarlo, ti darò un mezzo molto buono. Vado a ripeterti qualcosa che Blonde mi ha ricordato per associazione. Ogni giorno tu e tuo fratello vi vedete. Prendi come compito di non incontrare mai tuo fratello senza fare quello che ti sto per dire.

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Gli dirai: "Ricorda te stesso". E quando lo hai detto, pensa interiormente, "io sono te, tu sei me" con tutto il tuo essere. E continuerai questo processo il più a lungo di cui sarai capace.

Al: Per tutto il tempo che lui e lì?

Gurdjieff: Sì. E con queste parole, è necessario che le tue emanazioni escano anche verso di lui. Fai un contatto con tuo fratello. Ha il tuo stesso sangue; attraverso il sangue tuo fratello riceverà questo contatto. Il tuo aiuto può consistere in quello. Dopodiché, se esce per affari o per qualcos'altro, dal momento in cui rientra, fallo di nuovo. Ogni volta che lo rivedi dopo che è stato assente, anche se fosse per cinque minuti, comincia di nuovo. Se è presente un estraneo, diglielo piano; ma se siete soli diglielo forte. Se c'è qualcuno, puoi sempre fargli un segno. Puoi pestargli il piede, agitare le mani. Ti puoi mettere d'accordo in anticipo con lui. Puoi sempre dargli una pacca… dopodiché cominci il compito. E non dimenticartelo mai: quello che stai aiutando non è lui, ma te stesso. Se lui potrà stare solidamente in piedi da solo, ti potrà aiutare dopo. Lui è l'unica persona che puoi aiutare. Dottore, ha qualcosa da dire?

Ab: Signore, la preparazione di cui parlava poco fa, uno deve provare a farla per tutto il resto del tempo, quando non si è con la persona?

Gurdjieff: Dipende dall'individuo, quanto è occupato nella vita, che tipo d'affari uno ha. Tu hai forse cento cose (da fare); dividile in cento parti, dividi il tuo tempo. Una parte del tempo fai quello; un'altra parte, un'altra cosa. All'inizio, dovresti preparare te stesso. Ma lui ha un compito, tu ne hai un altro. Tu sei un dottore, hai qualcosa da fare, hai molte attività; lui è solo un parassita di suo padre, non fa niente. Tu, tu non sei un parassita. Lui ha forse più di altre cose. Ma tu, tu hai un'occupazione. (A Ja) Se formuli bene quel che ho appena detto, c'è in essa una buona filosofia che può servire per comprendere molte cose. Colui che può afferrarlo comprenderà molte cose riguardo l'educazione.

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Qualche volta ti spiegherò perché sei, tu, un parassita. Qualcun altro un semi-parassita. Un altro ancora un quarto di parassita. L'unica persona che non lo è; il vostro stimato Mullah Nassr Eddin. Lui è imparziale.

Ba: Chi è?

Mme. de Salzmann: Un uomo saggio dell'Oriente che tu non conosci ancora, di cui si parla nel libro. Ha sempre una frase appropriata per ogni cosa.

Gurdjieff: E' un uomo saggio, unico sulla Terra.

Mme. de Salzmann: Ha una massima per tutte le circostanze della vita. Per esempio, dice che se al padre piace ballare al suono del violino, il figlio finirà sempre battendo il (gran) tamburo.

Gurdjieff: (A Zuber) Bene, cara nuova persona, non ti sei ancora seduto sulle galosce.

Zuber: Sì, con un poggiapiedi.

Gurdjieff: Non ricordo che...
E' candidato per essere messo in galosce. Le galosce di un vecchio ebreo. Forse hai qualcosa da chiedere.

Zuber: Quando uno comincia a lavorare qui (qui o fuori) la relazione che uno può avere con diverse persone sembra essere cambiata rispetto a prima, incerta. Si dovrebbe mantenere la stessa impressione come in passato (è imbarazzante, per uno che si sente cambiato), o si dovrebbe fingere e mettere sé stessi in una confusione e in una prova che non sarebbe capace di portare avanti?

Gurdjieff: Bene, non hai capito il compito che ti ho dato. Io ti ho detto di imparare, di prepararti a recitare esteriormente una parte e interiormente di non identificarti, Interiormente, fai il lavoro dato qui. Esteriormente non devi cambiare niente, dovresti essere come prima. Prima facevi cosà, ora fai lo stesso. Recita una parte senza che nessuno si accorga di cosa sta avvenendo in te.

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Non cambiare niente. Rimani come prima, ma reciti una parte. Bene, poi capirai cosa significa recitare una parte. Farai le stesse cose che facevi sei mesi fa. Cambi solo interiormente.

Zuber: Mi ha dato un consiglio per una persona, ma vale anche in generale?

Gurdjieff: Per quelle persone che potrebbero essere come quella. Fino a quando sarai interiormente cambiato. Poi, in quel momento, se altri notano che sei cambiato, ti possono soltanto rispettare. Altrimenti, se si nota oggi che sei cambiato, ti prenderà per un idiota; crederà che tu hai una nuova fissazione. Gli darai l'impressione di allegria, tristezza, o idiozia, o che ti sei innamorato, o che hai perso a carte. La gente non deve accorgersi che sei cambiato. Per loro, prima e dopo lo stesso. Dottore, tu che hai capito. Lui no. Le due cose devono essere ponderate, interiore e esteriore.

Ab: La difficoltà sta nel fatto che uno non sa che persona era prima. Si era inconsci. Non si sapeva chi si era. Finché non si è osservato sé stesso. Come può uno imitare il sé stesso di prima?

Gurdjieff: Se tu avessi un gusto oggettivo, sapresti cosa sei. Puoi ricordare guardando all'indietro.

Ab: Ma la personalità aveva qualcosa di spontaneo che è inimitabile. Forse col tempo riusciremo a imitarla. Ma è difficile. L'imitazione è (wretahed, wretabed, wretched?) pessima.

Gurdjieff: C'è una sola cosa che ti può aiutare. Ogni giorno prima di andare al lavoro siediti per quindici minuti sul bidet. (A Denise, che sta ridendo): e tu, suora della carità, tu capisci bene le faccende mediche. Il tuo dottore deve consultarti spesso. (A Jacques): Hai scritto? Anche quel che ho detto del bidet? Bravò! Una parola contiene molte spiegazioni per chi è intelligente. Una parola può spiegare più di mille parole. Una sola figura. (A Mme. Vis): Comunque, ho appena notato qualcosa. E' passata mezz'ora: io ricordo che un momento fa avevi lo stesso colore di tua sorella.

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Da mezz'ora sei diventata pallida. Blonde, tu sei rimasta come prima. Tua sorella è impallidita. E' molto possibile che alla sua destra o alla sua sinistra sia seduto un vampiro che la sta dissanguando. Può essere trovato a cinquantaquattro centimetri a destra o sinistra.

Ab: Io non credo che Luoise sia una vampira. Sono proprio sicura che non lo è.

Gurdjieff: Non devi mai essere sicura. Questo prova che tu non sai cosa sia un vampiro. Il vampirismo è una scienza. Può essere praticata inconsciamente. La scienza medica non sa niente al riguardo. Per esempio, voi siete marito e moglie. Lei è magra così e tu anche. Tre mesi dopo, lui è magro come questo, lei è grassa come quella. O al contrario. O tra fratello e sorella. O due amici. Sei mesi dopo tutto è cambiato. Inconsciamente. Il vampirismo esiste conscio e inconscio. Qui dove siamo noi succedono certi vampirismi... E' una legge molto spiegabile. Noi siamo tutti attorno al tavolo. C'è una catena che collega ognuno. Se io prendo la mano al mio vicino e ci stringiamo tutti le mani, io posso dissanguare il dottore (Andree) fino a morirne. Forse è lei quella che, senza somigliare a un vampiro, lo è. Non lo so. Sarebbe necessario esaminare la questione dans l'ordre. Io vedo il fatto. Se succede che noto qualcosa di più, lo noto. Se due volte, commento. Se tre volte, per me è un fatto. Poi io studio seriamente e specificamente. La prima volta può essere un caso; lo percepisco, ma è unico, non dico niente. Lo vedo una seconda volta. Così faccio attenzione, cerco una ragione, e se succede una terza volta lo studio specificatamente. (A Jacques): Il tuo lavoro è molto difficile, nostro stimato capo segretario. Mi metto nei tuoi panni. Ho pena per te per il presente. ma sono felice per te per il futuro. Il tuo conto in banca sta crescendo senza che tu abbia depositato alcun denaro reale.

Ba: Mi piacerebbe fare una domanda. Mi piacerebbe sapere... io ricordo me stesso molte volte al giorno, ma credo che il mio ricordare non sia volontario. E' solo il risultato di un'associazione che mi porta a lavorare.

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Come posso avere un ricordo che dipenda dalla mia volontà e non dalle mie associazioni?

Gurdjieff: Esiste un modo molto buono. Tua madre e tuo padre sono vivi?

Ba: Entrambi

Gurdjieff: Buono, puoi essere felice. Ti darò un esercizio. Impara a farlo, Poi ti spiegherò i dettagli. Prima di tutto fissa un contatto con tuo padre e tua madre

Ba: E quando sono con loro?

Gurdjieff: Con o senza di loro. Lo fai interiormente. Per esempio, "io sono". Quando loro ci sono, tu li osservi. Quando non ci sono, tu li rappresenti a te stesso. Tu dici a te stesso: per ognuno di loro, "io sono te, tu sei io". Tu sei il risultato dei tuoi genitori. tu sei lo steso sangue. Ricordalo. Più tardi ti spiegherò. Nel frattempo, fai questo. Abitua te stesso interiormente a essere molto calmo e vedere sinceramente e con affetto tuo padre, tua madre. Oggettivamente, essi sono più di Dio. Dio stesso disse: finché tua padre e tua madre sono vivi, io non esisto per te.

Ba: Perché ci si dovrebbe rappresentare i propri padre e madre?

Gurdjieff: Tu devi la vita a loro. Ma quella è un'altra faccenda; la vedremo in seguito. E' la legge. Nel frattempo, prendila oggettivamente. Tuo padre e tua madre sono più che Dio. Se tu preghi Dio, Dio stesso può mandarti al diavolo: "dopo la loro morte tu verrai a me" (chez moi). E' un modo di dire. Io ti dò questo esercizio che consiste in questo contatto al fine di prepararti per un altro esercizio. Questo ti aiuterà. E' difficile ricordare sé stessi. Non puoi farlo teoricamente, renderlo automatico. Le associazioni non ti aiuteranno, per ricordare te stesso, dovresti fare uno sforzo di volontà. Hai capito cosa voglio dire. Niente può nascere spontaneamente. Le tue associazioni non sono te, sono automatiche.

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In seguito (quando avrai lavorato) le tue associazioni rimarranno sempre automatiche, ma il tuo lavoro avrà una relazione, non più con le tue associazioni, ma con te.

Dalle Letture (Domande e risposte del gruppo francese) 9 settembre 1943

Domanda: Vorrei chiedere riguardo lavoro e fatica. mi sembra che sia una differenza tra sforzi di lavoro e sforzi automatici. Il lavoro esteriore si prende la nostra energia; l'altro lavoro, al contrario, accumulerebbe energia. Ma è il contrario. Uno è molto stanco, perde energia.

Gurdjieff: E, nel mentre, la conservi. Consciamente, mangi l'elettricità che hai nel corpo e la trasformi. Questo costituisce la tua forza. Non lo stesso tipo di fatica. La ftica da lavoro reale ha un futuro; tu sei stanco, questo ti darà un solido risultato, ri-carica il tuo accumulatore. E se continui, accumuli una sostanza consistente che riempie il tuo accumulatore (batteria). Più ti stanchi, più il tuo organismo elabora questa sostanza.

Domanda: Quella fatica (stanchezza) è favorevole o no agli sforzi di concentrazione?

Gurdjieff: Se è fatica (stanchezza) ordinaria, non ha valore per lo sforzo. Dipende dagli altri accumulatori. Non sarai capace di fare cose ordinarie. Perderai le tue ultime forze. MA per altri tipi di fatica c'è un'altra legge: più dai, più riceverai.

Gurdjieff: Ho notato che al mattino, quando sono riposato, non posso lavorare. La sera, al contrario, dopo tutta la fatica della giornata, ci riesco di più.

Gurdjieff: Perché una parte di te è stanca e perché lavori senza quella parte. Tu lavori con uno o due centri. Se un centro è stanco, non partecipa al lavoro e non ottieni risultati. Se pensi di poter lavorare meglio di sera, è soggettivo; non ha importanza, è di poco conto.

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Domanda: Si può dormire consciamente - rimanendo consci durante il sonno?

Gurdjieff: E' possibile, ma non per te ora. Uno può ricordare qualcosa così che entra dentro di te automaticamente. Autosuggestione. Uno può suggerire a sé stesso durante il sonno. Prima di essere capaci di dormire consciamente si deve avere una diversa qualità di sonno. Ci sono dei gradi. Ci sono quattro tipi di sonno; uno può dormire un sesto, un quarto, metà o completamente. Dipende da quale stato di risveglio si ha. Se tu sogni mentre dormi, dormi solo a metà. Poi hai bisogno di un sonno di sette ore e mezzo. Se non sogni, quattro ore e mezza bastano. E' la qualità che è importante. tu dormi sette ore e mezzo. Impieghi due ore a rilassarti di sera, due ore a contrarti di nuovo al mattino. Questo ti lascia tre ore e mezza di sonno. Non ti rilassi consciamente ma automaticamente, e questo richiede tempo. Puoi rilassarti consciamente fino ad addormentarti mentre, d'altra parte, stabilisci la relazione necessaria tra il tuo corpo e la tua coscienza. Al mattino, quando ti svegli, fai la stessa cosa. Fai un programma immediatamente, riflettendo, suggerendo a te stesso in che modo sei determinato a trascorrere la giornata. Fai lo stesso lavoro al quale hai pensato. La tua attività si raddoppierà. Fai un programma reale, non di fantasia. Devi creare l'abitudine. Puoi farlo solo poco a poco. Niente accade tutto in un a volta. Cambia la qualità del tuo sonno. Fatti una bella strofinata prima di dormire. Quando vai a dormire, prega per i tuoi che sono morti. Queste cose sono una buona preparazione al sonno. Altrimenti, proseguirai i tuoi sogni e fantasie della sera.

Due dei presenti dicono di non riuscire a dormire di giovedì, il giorno delle riunioni per domande e risposte. Gurdjieff rivolto a un terzo:

Gurdjieff: Succede a te, dottore?

R: No, appena chiudo gli occhi mi addormento.

Gurdjieff: Bene, non tutti sono un cugino come te. Sai io cosa chiamo un cugino dell'uomo. (la mucca).

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Domanda: Come possiamo acquisire il distacco?

Gurdjieff: Si deve avere un ideale. Crea un ideale per te stesso. Questo ti preserverà dagli attaccamenti automatici. Pensa a questo consciamente e questo crescerà automaticamente e formerà un centro di gravità.

Domanda: E' più facile distaccarsi dalle cose materiali o dai sentimenti?

Gurdjieff: Tutto ha lo stesso valore. Tu hai attaccamento con un centro o l'altro. Devi vedere l'argomento in questo modo, senza filosofare. Tu non hai né un ideale né uno scopo serio. Così ogni cosa ti tocca (ha contatto con te) - tu sei uno schiavo. Devi abituarti a prepararti per il lavoro. Una certa parte del giorno deve essere consacrata al lavoro; non fare altro. Sacrifica questa. PENSA al lavoro. Leggi qualche cosa di collegato al lavoro. E permetti a tutte le associazioni connesse al lavoro di scorrere. Non è ancora lavoro. Ma fissa una data in cui il futuro sarà riservato al lavoro. Prepara il terreno. Consacra questo tempo al lavoro. Accetta l'idea che un certo tempo deve essere consacrato al lavoro. E se ti è dato un compito, o se ne fai uno per te stesso, lo farai durante il tempo che hai stabilito per esso. Il posto sarà fatto. E' FACENDO che l'uomo comprende. Vedrai il risultato che ti porterà. Dì a te stesso di lavorare. Pensa così. Ma qui nessuno lavora ancora. Tutto questo è solo un gioco da bambini. E' un po' meglio della titillazione. Nel lavoro vero il sudore cola sulla fronte, arriva perfino ai tacchi.

Domanda: Quando incontro delle persone che sono un pochino interessate a queste questioni, oppure inquietati da questo soggetto, non appena accenno a qualche piccola esperienza, tutto quello che ho imparato qui diminuisce e dopo mi sento più piccolo.

Gurdjieff: Qui c'è una regola; qui la nostra vita è eccezionale. Quello che diciamo qui, quello che facciamo, nessuno deve saperlo.

Domanda: Ma non dico niente di quello che facciamo.

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Gurdjieff: Ma questa regola concerne anche le idee. Quel che ti interessa diminuisce se lo dai alla mamma, e ti senti vuoto. Tieni per te le nuove idee. Nella vita puoi usare le idee come strumenti. Ma senza identificartici. Ogni cosa esce da te con le tue parole.

Domanda: Penso che io sia spinto dal mio sentimento di superiorità, è per questo che lo faccio.

Gurdjieff: Ti dirò anche un'altra cosa. Tu hai una debolezza che chi lavora con me deve distruggere. Tu credi. Tu non devi mai credere. Devi criticare ogni cosa, non accettare nulla che non puoi provare come che due più due fa quattro. Il credere non conta niente, non vale niente. Tu credi, tu ti identifichi e desideri passare sul tuo credere, con le tue emozioni. Ti identifichi, dai tutte le tue energie. Se tu non credi, se rimani del tutto imparziale, nel desiderare di trasmettere qualcosa a qualcuno, fallo come se stessi rendendo loro un servizio (a qualcun altro). Have you experienced this? Lo hai provato?

Domanda: Ho notato che si perde quel che si ha se lo si dà agli altri.
Domanda: Ho l'impressione di non potermi impedire di usare le forze datemi dal lavoro al fine di essere superiore alle persone che frequento.

Gurdjieff: Sei una piccola persona. E' cresciuto in te un aspetto. Ne devono crescere altri sei. Dopo questo, puoi immaginarti di non essere come gli altri. Non devi dimenticarti che la prima cosa da ricordare è la tua nullità. Tu hai molta immaginazione. Se tu avessi la comprensione della tua nullità, questa idea di te stesso ti mostrerebbe meglio che gli altri ti hanno superato.

Domanda: Quando sono da solo, o con persone notevoli, vedo la mia nullità. La dimentico quando sono con persone mediocri.

Gurdjieff: Ti darò un compito. Lavora su questo. Riconosci la tua debolezza e lavora. Se incontri ostacoli sul cammino, ti aiuterò correggendoti.